La furia della montagna
Creatore: Kylnas
Data di inizio: 07/11/2006
Numero di partecipanti: 10 (2 iscritti) (l'ultimo turno finisce il 02/06/2007)
Tempo a disposizione per scrivere: 5 giorni
Turni per ogni scrittore: 2
« Fuori! » gridò il capo della spedizione al resto del gruppo.
Non sapevano cosa fosse stato quel rumore, ma il buio che celava l'interno della grotta non presagiva niente di buono.
« Tutti fuori, ora! », ripetè Kirk ai suoi compagni di viaggio.
Uscirono dalla grotta e si fermarono all'entrata, di fronte all'immensa valle che si estendeva davanti a loro, bianca e scostante. Una tempesta di neve li aveva colpiti all'improvviso, e ora tutta la valle era ricoperta di uno strato di foschia, densa e pungente.
« Dovete tornare indietro » disse Kirk quando si furono riparati in un'insenatura della montagna, a lato dell'ingresso della grotta.
« Cosa? »
« Ho detto che dovete tornare indietro ».
« Ho capito, ma come pensi che potremmo riuscirci senza di te? »
Kirk guardò la valle davanti a loro, fissò la grotta, e poi prese la decisione più dura che avesse preso negli ultimi dieci anni. Anni in cui aveva insistentemente e costantemente desiderato quel momento che ora gli stava sfuggendo di nuovo.
« Avete recuperato tutto? » chiese al gruppo.
Un cenno di assenso da parte degli altri gli bastò. « Bene, cominciate a camminare di fianco alla montagna, senza allontanarvi ».
Si girò e torno alla grotta. Entrò per pochi metri, abbastanza da far giungere di nuovo alle sue orecchie quel terribile rumore, fissò il buio completo davanti a lui, e con la morte nel cuore uscì di corsa.
Raggiunse il gruppo che aveva percorso pochi metri, li superò e si mise di guida davanti a loro.
Percorsero ben 52 ore prima di giungere finalmente a destinazione, taluni del gruppo vivevano soli ma per la maggior parte di essi vi era la responsabilità di portarsi sani e salvi alle loro famiglie che li attendevano con ansia da ogni loro spedizione.
Kirk era anch’esso sposato, ma la moglie non era mai a casa, lavorava per una compagnia aerea ed era molto assente in famiglia, ma come poter recriminare tale assenza solo alla mamma quando anche il babbo non c’era mai! Alan un bel ragazzino di 12 anni, biondino con due grandi occhi color nocciola per nulla nostalgico, la sua famiglia erano i nonni materni e gli amici del paese.
Kirk all’arrivo fù accolto con un abbraccio e dalle lacrime di Alan “Papà ho avuto paura che non tornassi più!” il figlio gli parlava con un affetto mai mostrato prima.
“Questo bambino stà diventando un ometto, e come ogni maschietto avrà più bisogno del padre, quindi è meglio che resti qui, io comunque quasi ogni fine settimana verrò da voi, la città non è il posto più adatto per crescere un bambino.” disse Alice quando ebbe l’opportunità di far carriera nella FlyBlueLeon.
Forse per Kirk era giunto il momento di pensare più al figlio, Alan aveva bisogno di un padre più presente e poi stava crescendo velocemente, presto se ne sarebbe andato lui di casa e forse per Kirk sarebbe stato troppo tardi, ma quella spedizione in quella grotta era per lui una cosa importantissima, il motivo principale dei suoi faticosi studi, tanti anni lasciati lì in un attimo nel rumore del buio di quella grotta, tante spedizioni mirate a trovare delle tracce che gli permettessero a localizzare la grotta dei suoi sogni. La Grotta Moto Motivazionale. Quella grotta poteva racchiudere l’essenza della crosta terrestre, poteva portare ad una nuova scoperta, una sensazionale scoperta che poteva presagire la possibilità di creare un nuovo limbo in cui poter creare una nuova esistenza; ma Kirk era certo che non poteva far rischiare a tutta la sua squadra di perderne la vita, ed in quel momento aveva capito che gli mancavano le strumentazioni adatte per poter abbassare il margine di rischio che comunque in ogni spedizione si incorreva. Sì sarebbe tornato in quel posto.
“Alan, papà non ha intenzione di andarsene da questa terra sino a quando non compirai 80 anni!”
Alan scoppio in una scanzonata risatina ed aggiunse “Mamma torna domani”.